Un treno che dorme

C’è un treno sulla mia tratta che ha un qualcosa di estremamente particolare.

E’ un “treno che dorme”.

Come può un treno dormire? Solo nella fantasia di un bambino, un treno può dormire, ronfare. Hai presente? Tipo cartone animato. Quelli bellissimi dove i mezzi di trasporto hanno naso, bocca e anche orecchie. Si, caro lettore. Hai capito bene.
Il mio treno “dorme”.

Parte presto dalla stazione di Bolzano, a mattina inoltrata e carica ogni giorno più di trecento persone. E’ diretto a Bologna Centrale, e ospita tantissimi pendolari che… si, dormono. Tra gli scompratimenti, non bisogna aver paura di trovare qualche personaggio un pò agitato. Dormono tutti. Sono tutti assonnati, stanchi, e mentre il sole fatica a salire, loro si lasciano dolcemente cullare dal dondolio del convoglio.

E’ anche un pò il treno dei sogni. Quanta immaginazione passa attraverso a quegli scompartimenti? Quanti sogni prodotti dalla mente viaggiano alla velocità di quel treno?
Un treno che dorme. Un treno che riposa. Un treno di pace.
Un treno dove ogni volto ha gli occhi chiusi immersi in un sonno sereno e profondo, che nemmeno il capotreno riesce ad interrompere per chiedere il biglietto.
Alcuni passano e si meravigliano di come gli studenti dormano bene. Altri si divertono solo a spiare tra le porticine flessibili degli scompartimenti. Alcuni vorrebbero andare in punta di piedi senza disturbare. Altri ancora, passano tra i corridoi e sottovoce dicono: “Buongiorno, i biglietti” come se dovessero confidare un segreto sottovoce.

Un treno che dorme. Un treno assonnato.
Un treno che viaggia sulle sue rotaie e tra i sogni dei suoi viaggiatori.

 

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