Ciuf ciuf, la vaporiera sbuffa.

Verona Porta Nuova, 2 Aprile 2017.

Sono circa le 8:40, un caffè veloce al bar: sul binario 1 c’è un treno che avrà quasi cento anni. Color marrone, tante porte con una maniglia color oro un pò arrugginito…probabilmente è il tempo che le ha rese così, ma nonostante fosse la seconda volta che viaggiavo su un treno d’epoca, mi sentivo come i bambini quando a Natale gli viene regalato un trenino: felice.

Perchè si, un treno storico in mezzo al moderno, emoziona.

E’ una carica enorme. E’ una molla che viene tirata e lanciata.

E’ un lungo attimo di felicità, che vorresti durasse per sempre.

222

Dalla carrozza n.5, sulla quale ero in servizio, si sentiva l’odore del fumo proveniente da lei,  quella che i ferrovieri chiamano ” Signorina ” in modo dolce ed affettuoso. Arrivava da molto lontano, nelle zone del Torinese, lucida come uno specchio, pronta per il viaggio con prima tappa a Peschiera del Garda, e come arrivo Mantova Fs.

Sbuffava.

La fuliggine era attaccata alle porte degli scompartimenti, ma sporcarsi le mani era comunque bellissimo. Carbone, famiglie felici e curiose di sapere cosa ci facevo in pettorina arancione su e giù per gli scompartimenti.

Bambini che non aspettavano altro che vedere la locomotiva partire. Il capotreno fischia, si parte. Sbuffa, e ancora sbuffa. Il rumore è forte, l’emozione è tanta. Sul binario le persone salutano incredule ed esterefatte nel vedere un treno così ancora in funzione nonostante l’età.

17620426_654616061406859_2153411789219009500_o

Il cuore si riempie di gioia, il bagagliaio è pieno di biciclette. Settanta ciclisti totali pronti a smontare a Peschiera per cominciare il percorso sulla ferrovia del Mincio.

Nel cielo splende il sole, e nel frattempo la locomotiva continua a buttare fuori il fumo nero.

A Peschiera del Garda, la sosta è lunga. Si ha il giusto tempo per guardarsi attorno e godersi la meraviglia delle carrozze storiche assieme alla sua locomativa. Persone, sorrisi attorno a me, saluti, baci e abbracci.  Nel frattempo la signorina fa manovra, pronta per trainare il treno verso la città di Rigoletto, Mantova.

2

Si riparte. Sento il fischio, ora lei è vicino alla mia carrozza. Durante il viaggio, nel grande bagagliaio, ci sono i volontari che scambiano quattro chiacchiere tra di loro e nel fondo, dalle porte trasparenti, si vedere il musone nero della 640 che oscilla leggermente. Tira il treno, con tutte le sue forze, lungo quei binari, fino all’arrivo dove ci aspetta un capostazione con una bandiera rossa in mano, vestito di tutto punto, con tanto di cappello, anch’esso di color rosso acceso.

La sosta è lunga, ma anche qui, si ha il tempo per godersi la meraviglia di un treno d’altri tempi. Tra i ferrovieri, si sente aria di festa e di serenità. C’è chi ti racconta della propria vita, altri che ti donano la loro esperienza lavorativa nell’ambiente ferroviario.

Una vita più curiosa e affascinante dell’altra. Tra i più anziani, c’è anche chi racconta dei tempi della guerra, quando le ferrovie italiane furono bombardate, e dai treni nelle grandi stazioni ancora intatte, scendevano dai convogli i soldati che arrivavano dal fronte.

Interno

Non smetterei mai di ascoltare.

Il tempo corre, veloce, un pò come il nostro treno. Sbuffa di nuovo la vaporiera dopo la manovra,  si sente il fischio dalla coda del treno, e nel mentre i passeggeri rincominciano a salire. Il viaggio, piano piano, volge al termine . Ci si raduna nel bagagliaio durante gli ultimi attimi,  e si rincomincia a raccontare storie di vita, esperienze, momenti e frammenti di ferrovia.

IMG_7864 copia

“E’ già finita?”

In realtà l’avventura è appena cominciata, perchè nel momento in cui si salutano i passeggeri, ci si rende conto, in quanto volontaria, che il viaggio è appena iniziato, e nel cuore al ritorno su quel binario della grande stazione di Verona Porta Nuova, c’è una grande voglia di rifare tutto da capo, ma bisogna attendere. E sono sicura che dopo questo evento, l’attesa sarà piena di emozioni, di pensieri e di voglia di rimettersi di nuovo in gioco.

 

Ancora una volta, tra i binari e i ferrovieri, sono riuscita a sentirmi a casa.

 

giu

Al prossimo viaggio, fatto di continue emozioni.

 

Treno storico organizzato da Associazione Veneta Treni Storici – Sede di Verona 

Tratta: Verona – Peschiera Del Garda – Mantova // Mantova – Verona P.N.

Vaporiera 640 143 proveniente da FerAlp Bussoleno ( Torino ), Carrozze 100porte e Bagagliaio biciclette, Trenitalia.

 

 

Persone, cuore pulsante del treno.

Il cuore pulsante di un treno è composto sicuramente dalle persone. Sali alla mattina, le vedi, ognuna in una posizione diversa, vestite in maniera differente. C’è chi dorme, chi è sveglio. Chi ha un libro in mano, chi ha le cuffie nelle orecchie. Sono loro che compongono il treno. Senza di loro, i lunghi vagoni sarebbero vuoti e tristi.

Persone con mete a noi totalmente sconosciute, immerse nei loro pensieri, riflesse nei vetri che col buio diventano veri e propri specchi.

E’ quasi estate, e sui treni si respira aria di viaggi mentali e di voglia di vivere.

 

17807220_655913824610416_6023499388045195332_o

Il momento migliore per osservare i pendolanti, immersi nella calma più totale, è sicuramente alla mattina presto. Silenzio, volti rivolti verso computer, libri e finstrini. Chissà a cosa pensano. Chissà da dove vengono. Chissà dove stanno andando.

4

I treni sono luoghi in cui le persone non hanno bisogno di avere maschere.

Le stazioni diventano dei veri e propri formicai in fermento. Un teatro pieno di attori spontanei, che corrono avanti e indietro, su e giù dal palco. Ognuno di loro è particolare ai miei occhi di osservarevatrice, ognuno di loro ha segreti che non si possono conoscere ma si possono soltanto immaginare.

17760895_657155961152869_4458844780977380837_o

Riposano. Alla mattina presto e alla sera durante il viaggio di ritorno. Le giornate dei pendolari sono lunghe e intense. Pendolare avanti e indietro non è semplice: ci vuole impegno e voglia di viaggiare. Alcuni di loro chiudono gli occhi, intraprendendo altri viaggi dove solo la mente può arrivare. A cullarli, ci pensa il treno e il suo dolce dondolare.
1

Viaggi di ritorno. Alla sera, la stazione ricolma di persone, si riempie di ombre create dalle luci dei neon  un pò soffocate.  I marciapidei diventano luogo in cui camminano sagome dirette ai loro posti a sedere. Si ritorna a casa.

3

E la mattina seguente si rincomincia. La sveglia suona, i pendolari si preparano alla partenza. Il cuore del treno ritorna a pulsare. Dai vetri passano raggi di sole che illuminano i volti delle persone, un pò assonnate, un pò stanche, ma piene di voglia di rincominciare a pendolare.

 

6